“Legnano, sublimi distorsioni riflesse” da oggi le opere monumentali di Helidon Xhixha in cinque luoghi della città

Data:

19 dicembre 2023

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Descrizione

Da oggi e per un anno, cinque opere dello scultore Helidon Xhixha ridisegneranno altrettanti punti del paesaggio urbano di Legnano. Internazionalmente noto per i suoi interventi artistici monumentali, con la mostra diffusa “Legnano, sublimi distorsioni riflesse”, Xhixha trasformerà alcuni spazi pubblici della città, (via Luini, giardino di Palazzo Leone da Perego, piazza IV Novembre, piazzale del Castello e cortile di Palazzo Malinverni), in un museo all’aperto. La mostra è organizzata dall’amministrazione comunale. Helidon Xhixha è nome già noto a Legnano anche per avere realizzato il peso del Palio del 2010.
«Per Legnano è un grande onore poter ospitare un artista del calibro internazionale di Xhixha -dichiara l’assessore alla Cultura Guido Bragato: la sua concezione di un’arte che interagisce con l’ambiente in cui è collocata sposa la nostra idea di una cultura che deve saper uscire dalle sedi canoniche per aprirsi a una fruizione il più possibile diffusa. Con questa mostra, per un anno, i legnanesi convivranno con le sue opere; un modo per frequentare quotidianamente l’arte che ci introdurrà meglio alla personale di Xhixha che terremo in primavera a Palazzo Leone da Perego. Questo evento, infatti, ci traghetta nel 2024, un anno speciale per Legnano in cui festeggeremo il centenario dell’elevazione a città e in cui la personale di Xhixha rappresenta una delle iniziative di punta».
 Nelle opere monumentali di Xhixha, due sono gli elementi fondamentali: l’acciaio inox che rappresenta la materia prediletta dello scultore, che nelle sue mani diviene morbida e flessuosa prendendo consistenza in relazione a ciò che la circonda e a chi la osserva, e la luce, pura sostanza da plasmare in un continuo modificarsi di riflessi, che diviene materia concreta e, allo stesso tempo, emozionale. Nelle sue sculture, attraverso il perpetuo movimento delle superfici, i confini sembrano dissolversi nello spazio in una continua creazione ed evoluzione. Xhixha plasma lo spazio attraverso le sue opere monumentali e ogni scultura, offrendosi alla visione, mostra anche ciò che non può essere percepito. Per l’artista il senso di fare arte monumentale oggi significa riportare l’arte fuori dai musei per renderla pubblica, per avvicinarla al pubblico e celebrare il momento sociale che viviamo. 
Di seguito la descrizione delle cinque opere della mostra:
Clessidra (via Luini)
Nell’opera “Clessidra”, attraverso l’astrazione, l’artista eleva l’esperienza dallo stato sensibile a quello spirituale. La sua forma ogivale, come intersezione di due circonferenze perfette, diviene rappresentazione visiva dell’unione di due dimensioni dell’essere. Una depressione corre lungo l’intera opera, come quel sottile filo di sabbia che scorre all’interno di due vasi comunicanti ed è misura del fluire del tempo. Qui però la linea non ha un limite, non si esaurirà con il passare degli attimi ma è un infinito propagarsi dalla terra al cielo in uno slancio, in un moto ascensionale verso il metafisico. L’opera acquisisce un senso mistico e un’espansione spirituale. La complessità della bellezza che Xhixha cerca e insegue è l’insieme di fugacità ed eternità.
Elliptical reflection (giardino Palazzo Leone da Perego)
Le opere di Xhixha sono pervase da una costante energia che dà ritmo alle superfici creando un inarrestabile processo dinamico, dato dai riflessi racchiusi e riproiettati all’esterno. La natura stessa del materiale, grazie alla capacità di assorbire e riflettere il gesto dell’artista, perde la durezza e diventa viva materia scultorea. Nel caso di “Elliptical Reflection” la superficie metallica sembra contrarsi in conseguenza a un’espansione di energia. La potenza che pervade l’opera è sprigionata a sua volta verso l’esterno in un continuo scambio di forze. 
Conoscenza (piazza IV Novembre)
Sei raggi luminosi da un punto focale si propagano verso l’Infinito. “Conoscenza”, lucente come uno specchio, dalla terra si sviluppa verso l’alto, abbracciando l’orizzonte. La luce sfiorando le superfici, riflettendo, ci illumina. La Conoscenza è la forma massima del sapere, dove l’intelletto attivo è dotato di consapevolezza e libertà ed è proprio da questa libertà che Xhixha realizza trasformazioni con le sue opere. È ciò cui la ragione umana tende come liberazione dall’inconsapevolezza intellettuale, spirituale e morale. Come Dante invoca a non smarrire mai il bisogno sconfinato di sapere "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. (canto XXVI, Inferno), così Xhixha con la sua “Conoscenza” offre modi di interagire in grado di svelare, far sentire, potenziare, portare alla luce proprietà del nostro sapere che senza questa intensificazione estetica resterebbero opache.
Ionic column (piazzale antistante il Castello)
Una colonna lucente, un monolite di acciaio si erge all’infinito, magnifico nella sua presenza, in uno slancio spirituale teso verso il Trascendente. Lo sguardo, correndo sulle superfici che paiono elevarsi senza fine, si perde fra i netti profili angolari e le modulazioni concave e convesse. La materia, forte e possente, è pervasa da costante energia ed è ridefinita dinamicamente tramite la vitalità della pulsazione ritmica. L’artista, forte del legame con la tradizione e la classicità, ci presenta una contemporanea colonna ionica in acciaio: una presenza simbolica, uno slancio spirituale, una luminosa libertà. L’opera diviene rappresentazione ottica del mondo; come riflesso dello spazio e del tempo è un’inaspettata e sempre imprevedibile visione che ha il dono di saper accogliere e di poter riflettere. Si viene così a creare un dialogo tra artista e osservatore, in un continuo scambio di introspezione e l’opera si riconnette al momento stesso in cui la realtà si svela.
Italia (cortile Palazzo Malinverni)
“Italia” celebra il legame e l’amicizia tra Albania e Italia e vuole essere un omaggio dell’artista al Paese che lo ha accolto. L’opera si collega direttamente all’esperienza di vita dell’artista, che nel 1991 ha raggiunto la Puglia sulla nave Vlora proveniente da Durazzo, per divenire oggi il maggior testimone della cultura albanese in Italia. L’opera nobilita il dialogo interculturale in uno slancio di autentica umanità facendosi messaggio di libertà. L’arte, e in particolare la scultura monumentale, riveste un valore fondamentale nella memoria collettiva in quanto diviene testimonianza immortale del tempo in cui viviamo, raccontando la storia e la creatività umana. Una dicotomia con un significato estremamente profondo che non trascura gli aspetti squisitamente estetici e percettivi. La rappresentazione topografica è resa grazie al suadente e perpetuo movimento che l’artista dona all’acciaio ed è proprio il materiale che va a manifestare la solidità e la forza dei valori che la stessa bandiera rappresenta. Un emblema che riempie i cuori di tutti gli italiani, ma che allo stesso tempo suscita sentimenti e rievoca valori universali.
Helidon Xhixha è nato a Durazzo nel 1970 in una famiglia di artisti dove cresce con rispetto innato per le arti scoprendo in giovane età la sua passione per la scultura, ereditata dal padre. Durante la sua carriera ha sviluppato uno stile iconico di scultura, attraverso la manipolazione di acciaio inox riflettente, un materiale che si configura quale elemento chiave dell’artista, trasformandolo in una serie di sculture astratte che rivelano la loro imponente maestosità e bellezza. Con il successo degli ultimi anni, prima alla Biennale di Venezia 2015 e in seguito alla London Design Biennale 2016, e una mostra personale alle Gallerie degli Uffizi, Xhixha si è assicurato una posizione ai vertici del mondo dell'arte, rendendo le sue sculture immediatamente riconoscibili dal pubblico contemporaneo. Attraverso un intervento altamente qualificato sull'acciaio, il materiale passa dall’essere ininterrottamente lineare al divenire distorto, intricato e frammentario, ottenendo come risultato una personale interpretazione visiva dell'influenza tra metallo e luce, tra il concreto e l'etereo. Attualmente vive e lavora tra Milano e Dubai. Le sue installazioni in acciaio inox sono esposte in collezioni pubbliche e private. 
Le opere resteranno a Legnano per la durata di un anno, sino alla fine di novembre 2024.

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