La statua, rappresenta l'eroe in una posa poi diventata famosa, con la spada alzata e lo scudo nella sinistra.
In allegato la storia del Monumento a partire dal discorso con cui Giuseppe Garibaldi, in visita a Legnano nel 1862, invitava la città ad innalzare un monumento a ricordo della Battaglia.
Bibliografia: "Il Guerriero di Legnano" di Marina Degl'Innocenti edito dal Comune di Legnano.
Garibaldi e il Guerriero Un mito di fondazione, ovvero la fondazione di un mito
Il Monumento alla Guerriero, che da oltre cent’anni erge la spada verso nord ovest contro l’esercito imperiale, ebbe una gestazione lunga e laboriosa. Secondo una tradizione ormai consolidata, fu Giuseppe Garibaldi che, durante la visita del 16 giugno 1862, dal balcone di casa Bossi improvvisò un discorso per esortare i patrioti legnanesi a costruire un monumento di imperitura memoria della liberazione dell’Italia dallo straniero - così la retorica risorgimentale raccontava la sconfitta di Federico Barbarossa. Le parole di Garibaldi furono raccolte da un sacerdote, don Gaspare Maineri, professore alla scuola Bernocchi, che in quella stessa estate avviò una raccolta fondi tra i possidenti della città. Nonostante gli autorevoli natali, l’iniziativa trovò un tiepido consenso nelle autorità comunali tanto che don Gaspare si vide costretto a rivolgersi alla Società Italiana di Archeologia e di Belle Arti, che proseguì l’opera fino a giungere, fra alterne vicende, alla posa della prima pietra (1865) e all’erezione di un monumento provvisorio in occasione della celebrazione del 700° anniversario della Battaglia (1876). Il Monumento di Enrico Butti verrà inaugurato 24 anni dopo, il 29 giugno 1900. Così racconta una lunga tradizione talmente consolidata da essere incisa su ben due lapidi e cristallizzata, con pochissime varianti, in tutte i racconti della Battaglia, a partire da quel lontano 1862. Ma spesso le storie tramandate, ancorché credibili, piacevoli ed edificanti, sfumano in leggende che difficilmente reggono il confronto con le fonti di archivio. Il recente studio analitico del carteggio amministrativo comparato con la lettura delle deliberazioni della Giunta e del Consiglio Comunale dell’epoca racconta infatti una storia che investe di una luce diversa quello che a tutti gli effetti è il mito di fondazione di uno dei più forti simboli identitari di Legnano.
Giampiero Amoroso, archivista Archivio Storico Comune di Legnano